Il viaggio del papà: naufragio, plastica e risate nella nuova avventura teatrale di Casagrande | Al Teatro Manzoni di Milano

Padri contro figli e un’isola che non esiste: così la nuova commedia accende il cuore e la risata
Può una frattura tra padre e figlio trasformarsi in un’opportunità per rinascere? Se lo chiede, con pungente ironia e un pizzico di surrealtà, lo spettacolo “Il viaggio del papà”, scritto e diretto da Maurizio Casagrande, in scena il 16 aprile 2025 al Teatro Manzoni di Milano. Una commedia che affonda le radici nei rapporti familiari più complicati, quelli dove amore e incomprensioni si sfiorano senza mai toccarsi. Casagrande mette in scena una storia che fa sorridere, ma soprattutto riflettere.
La trama ruota attorno al legame spezzato tra un padre e un figlio diametralmente opposti. Il primo è pragmatico, cinico, tutto d’un pezzo. L’altro è un sognatore incallito, smarrito tra ideali e aspettative frustrate. Nessuno dei due comprende l’altro, e anzi, sembrano incapaci persino di tollerarsi. Ma un viaggio inaspettato li costringe alla convivenza, e la possibilità di ritrovarsi prende forma. Fin qui, la premessa sembra classica, ma è proprio qui che Casagrande inserisce il colpo di scena.
Durante la loro trasferta, padre e figlio si ritrovano naufraghi su un’isola molto particolare, interamente fatta di plastica. Un luogo dove ogni oggetto è finto, ogni apparenza inganna e nulla è davvero come sembra. In questo contesto quasi post-apocalittico, i due protagonisti sono costretti a collaborare per sopravvivere, scoprendo verità profonde su sé stessi e sul mondo che li circonda. A guidarli in questo viaggio surreale sarà una creatura misteriosa che comunica solo attraverso la musica.
Un palcoscenico tra sogno e realtà
Il viaggio del papà non è solo un racconto di relazioni familiari, ma un affondo teatrale su ciò che resta quando tutte le maschere cadono. La scena si popola di oggetti improbabili, come scatole misteriose e un busto di Fred Bongusto, dando forma a un’estetica ironica e surreale che lascia spazio all’immaginazione dello spettatore. Le canzoni originali di Ania Cecilia arricchiscono il ritmo della narrazione e accompagnano le emozioni dei personaggi.
La regia di Casagrande tiene insieme con maestria i momenti comici, le derive filosofiche e le stoccate emotive. Gli attori in scena, tra cui Ania Cecilia, Michele Capone e Arianna Pucci, incarnano ruoli che vanno oltre lo stereotipo, portando in scena figure umane vere, fragili, esilaranti.

Una metafora attuale e urgente
L’isola di plastica è una chiara metafora dell’artificio che ci circonda. Un mondo inquinato non solo nel senso ambientale, ma anche morale e relazionale. In questa cornice, il confronto padre-figlio assume un significato ancora più profondo: la necessità di tornare a una comunicazione autentica, lontana dai filtri imposti dalla società contemporanea.
L’incontro con l’essere sovrannaturale, che chiede aiuto per non sparire, diventa così anche un grido d’allarme verso un’umanità che rischia di perdere la propria anima. Un tema che Casagrande affronta con il suo stile inconfondibile, capace di alternare leggerezza e profondità, risata e riflessione. Il viaggio del papà è una commedia che promette di lasciare il segno, non solo per la brillantezza della scrittura, ma per la forza del messaggio. Un’occasione per ridere e pensare, per guardarsi allo specchio attraverso le lenti deformanti della scena. Perché a volte, solo naufragando su un’isola fatta di plastica si può davvero riscoprire cosa conta davvero nella vita.