Cinema

Uncharted: il videogioco prende “vita” con Tom Holland e Mark Wahlberg. Recensione

Uncharted, il videogioco di successo di Naughty Dog e Sony, ha preso vita in un film con protagonisti Tom Holland (Spider-Man) e Mark Wahlberg (Il pianeta delle scimmie, The Departed, Amabili Resti, Cani sciolti).

I due, nei panni di Nathan Drake e Sully (nome completo Victor Sullivan), hanno portato sul grande schermo i due protagonisti della serie di videogiochi d’azione-avventura.

Nathan e suo fratello Sam, entrambi residenti nello stesso orfanotrofio, vengono beccati mentre cercano di rubare la mappa della spedizione di Magellano. Sam, arrivato al suo terzo reato, decide quindi di scappare per non essere portato in un’altra struttura. Prima di andarsene promette a Nathan che tornerà a prenderlo e, come pegno della sua promessa, gli lascia l’anello appartenente a Sir Francis Drake, un esploratore loro antenato.

15 anni dopo Nathan Drake è giovane barman di New York che, per arrotondare, borseggia i clienti. Durante una delle serate conosce Victor “Sully” Sullivan che, notata la sua abilità nei piccoli furti, gli chiede di unirsi a lui per cercare il tesoro di Magellano. L’uomo gli rivela di aver collaborato con Sam per cercare l’oro, ma poi quest’ultimo è scomparso. Nathan, deciso a ritrovare suo fratello, accetta di lavorare con lui e i due partono alla volta dell’avventura.

La pellicola si presenta come prequel della storia raccontata nel videogioco: nel primo titolo per PlayStation Nathan Drake ha 33 anni, mentre nel film ne ha 25. Il personaggio, come ha raccontato lo stesso Tom Holland, trae ispirazione da quello della serie videoludica ma ha subito anche molti aggiustamenti, voluti dall’attore stesso.

I fan del videogioco avranno sicuramente notato che Nathan è decisamente meno arrogante di come si presenta nei titoli per PlayStation, oltre che meno sicuro di sé. Nel film il protagonista è quasi ingenuo, mentre nel videogioco Nathan è una persona molto scaltra, cresciuta per strada, quindi abituata a doversi arrangiare. Il Nathan dei videogiochi è anche molto meno affidabile della sua controparte cinematografica, pur non essendo intrinsecamente cattivo.

Tom Holland ha avuto molta libertà sulla resa del personaggio, e ha deciso di dipingerlo distaccandosi dall’originale. Forse, però, questa differenza è stata un po’ troppa: a parte il vestiario e la passione per la scoperta, il Nathan di Holland ha ben poco a che fare con quello di Naughty Dog. Non è la voglia di arricchirsi a spingerlo, ma solo la volontà di trovare il fratello scomparso.

Il protagonista dei videogiochi invece è un personaggio complesso che, nel corso dei quattro titoli, ha modo di crescere ed evolversi. Il Nathan del film è più statico, dal momento che non ha un carattere controverso. Nei videogiochi ci troviamo di fronte a un personaggio tridimensionale, mentre nel film, pur avendo un passato difficile e un obiettivo nobile, Nathan risulta più “piatto” e quindi meno interessante.

Anche Sully ha sofferto della trasposizione cinematografica, forse più del protagonista: il personaggio è stato quasi del tutto stravolto. Nei videogiochi Victor Sullivan non ha paura di buttarsi in situazioni pericolose, al contrario della sua rappresentazione su schermo che a tratti è intimorita dalle avversità. Sully non ci avrebbe pensato due volte a scendere nelle fogne, mentre il Sullivan di Wahlberg è dubbioso e neanche troppo brillante quando si tratta di decifrare indizi ed enigmi.

Per il resto il film scivola via con facilità grazie al ritmo serrato e all’azione. La risoluzione dei misteri, il punto chiave di Uncharted, viene un po’ tralasciata per lasciare spazio allo svolgimento della trama e agli inganni delle alleanze. È ovvio però che inserire tutto in neanche due ore di film non è semplice.

Uncharted, tutto sommato, riesce a rendere omaggio al titolo videoludico, ma si ferma a questo e pecca in diversi punti. Si tratta comunque di un prodotto molto godibile e adatto a tutti, che riesce a intrattenere e non annoiare, senza ricorrere all’umorismo becero che negli ultimi tempi va tanto di moda.

Menzione d’onore alle performance di Antonio Banderas, nei panni del cattivo Santiago Moncada, e a Tati Gabrielle (Chilling adventures of Sabrina) per la sua interpretazione di Jo Braddock, capo di mercenari senza scrupoli.

Le scene dopo i titoli di coda annunciano un sequel del film, ma per ora Uncharted 2 non è stato ancora confermato.

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