La nuova dimora della Pietà Rondanini di Michelangelo, tra suggestione e polemiche

Finalmente potremo rivedere la Pietà Rondanini di Michelangelo collocata nella sua nuova dimora, l’antico Ospedale Spagnolo, uno spazio restaurato all’interno del Castello Sforzesco.
Il nuovo Museo Pietà Rondanini aprirà sabato 2 maggio, lo stesso giorno dell’inaugurazione del programma di iniziative e eventi di ExpoinCittà, destinato ad animare la vita culturale milanese per tutto il semestre dell’Expo 2015. Il taglio del nastro sarà alle ore 11, mentre dalle ore 14 fino alle ore 23 il Museo resterà aperto alla città e sarà a ingresso gratuito per tutta la settimana fino a domenica 10 maggio.

Dopo quasi 60 anni trascorsi nel Museo d’Arte Antica del Castello, l’opera ha ora un allestimento “che consente di avere una percezione straordinaria della sua potenza struggente” hanno sottolineato i curatori; infatti quando si entra, la scultura si mostra di spalle e i visitatori scorgeranno per prima cosa ciò che Michelangelo scolpì per ultima, la schiena della Madonna ricurva sul Cristo, rendendo ancora più intensa l’emozione per l’opera, solo girando attorno alla statua si vedrà la parte anteriore, con il Cristo cadente sostenuto dalla Madre: una prospettiva assolutamente inedita, voluta per mettere in risalto quella dimensione della scultura, incompiuta, prima impossibile da osservare nella sua completezza, così ha spiegato l’architetto De Lucchi.

La Pietà Rondanini rappresenta il testamento spirituale del maestro, intento a scolpirne i tratti sino a pochi giorni prima della morte, avvenuta nel 1564. L’opera non finita fu infatti ritrovata nella sua abitazione romana, ma se ne persero poi le tracce per lunghi anni fino a quando ricomparve presso l’abitazione del marchese Giuseppe Rondinini (questa la denominazione corretta), raffinato collezionista romano. Nei secoli successivi visse un lungo avvicendarsi di passaggi di proprietà, quasi nell’oblio, fino a quando nel 1952 la scultura venne acquistata dal Comune di Milano ed esposta per la prima volta nel 1956 in occasione della riapertura dei Musei del Castello nel secondo dopoguerra.

Ovviamente, come per tutti i grandi avvenimenti, non sono mancate le polemiche e infatti, proprio l’altroieri, Vittorio Sgarbi a margine della presentazione del suo progetto ‘Expo-Belle arti’ a Milano, ha attaccato duramente l’idea della collocazione della statua dicendo “Togliere la Pietà Rondanini da dove si trovava per collocarla dove si trova ora è un crimine al pari di quelli dell’Isis. Questi galletti sono contro la città e l’architettura. Hanno impedito lo spostamento dei Bronzi di Riace, ma non quello della Pietà Rondanini: è un dato di profonda incultura, spero che la Regione mi sia accanto a me nel difendere un capolavoro da un Comune rapace.”

Forse un giudizio un po’ eccessivo, ma visto da che pulpito è arrivato non ci si poteva aspettare di “meglio”.
Direi che l’unico vero modo per decidere se il famoso critico “brontolone” ha ragione è solo andando a vederla in tutta la sua magnificenza.

Arrivare al Castello Sforzesco è facilissimo, basta prendere la metropolitana rossa linea 1 e scendere a Cairoli vi ci troverete porprio davanti, nel caso anche scendendo a Cadorna la strada si allunga un poco di più ma è comodissimo, circa 6 minuti  piedi. Se invece siete sulla vedre linea 2 vi basterà scendere a Lanza e in 7 minuti sarete arrivati.

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